AMERICAN BEAUTY. DA ROBERT CAPA A BANKSY

 

La conviviale di gennaio per i soci del Circolo Polesano Amici dell’Arte, costituisce un’immersione nella società americana contemporanea, rivisitata con l’obbiettivo fotografico dei più famosi maestri internazionali.

American Beauty

Giovedì 18 alle ore 20, presso l’Hotel Regina Margherita, Sarah Lanzoni, esperta d’arte e guida museale, presenterà la mostra intitolata “American Beauty. Da Robert Capa a Banksy”, curatore Daniel Buso, allestita al Centro Altinate San Gaetano di Padova.

Ruth Orkin Orgoglio Americano

American Beauty è il nome di una meravigliosa rosa rossa di provenienza francese, esportata negli Stati Uniti, i cui petali fioriscono a lungo, mentre il gambo marcisce rapidamente: rappresenta una metafora della società statunitense e delle sue contraddizioni evidenti o nascoste consumate negli ultimi cento anni.

Jaimes Rosenquis Stars and strip

Il percorso espositivo, che parte da immagini in bianco e nero, per poi passare al colore, è dedicato alla bandiera americana, vista inizialmente dall’alto dell’orgoglio patriottico, con la celebre immagine di propaganda di Joe Rosenthal, che esalta la vittoria di Iwo Jima sul Giappone nel 1945, lo sbarco sulla luna di Armstrong e Aldrin   (Moonwalk- serigrafia di Andy Warhol 1987), sino ai cambiamenti avvenuti successivamente nella nazione e testimoniati dai più recenti interventi militari in Afganistan e Iraq. Nella mostra spicca una selezione di fotografie iconiche di Henri Cartier Bresson, Robert Capa, Diane Arbus, Elliot Erwitt, Steve Mc Curry. A seguire quelle dei maestri della Pop Art: James Rosenquist, Robert Indiana, Andy Warhol, sino ai protagonisti della Street Art: Keith Haring, Hobey, Banksy e altri ancora.

Immagine di una sala della mostra di Padova

Il focus della mostra analizza, all’ombra della bandiera a stelle e strisce, conflitti e proteste consumati nei luoghi pubblici e tra le mura domestiche, causati dalla diffusione capillare delle armi da fuoco, problema endemico della società americana. Uno scatto di Steve Mc Curry racconta la giornata più tragica: l’11 settembre 2001, che gli americani vissero come una dichiarazione di guerra e si concluse con l’omicidio di Osama Bin Laden. Si susseguono immagini delle proteste sociali per le rivendicazioni dei diritti dei neri, il dibattito ancora vivo sulla questione indiana e quella islamica, che mostrano il ritratto di una nazione divisa, alla ricerca della sua unità

Seconda sala della mostra

L’esposizione celebra non solo il potere dell’immagine fotografica, ma invita il visitatore a riflettere sul significato di ogni scatto, a esplorare la complessità sociale, i conflitti culturali, i sogni spesso infranti, che costituiscono l’essenza stessa dell’America moderna.

 

Sala museale numero tre
Sala museale numero quattro

 

Sabato 20 gennaio, seguirà la visita guidata dei soci e simpatizzanti alla mostra, accompagnati dalla presidente Federica Panziera.

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