L’ARTE DEL CINEMA RACCONTATA AGLI AMICI DELL’ARTE

IL GIOVANE REGISTA ALBERTO GAMBATO

Nell’ambito del Progetto, ideato dal Presidente del Circolo Polesano degli Amici dell’Arte Giorgio Lazzarini, mirato a valorizzare il Polesine e con focus sulle giovani eccellenze che, impegnate in vari settori culturali, stanno ottenendo importanti   riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale, nel prossimo incontro sarà presente il rodigino Alberto Gambato.

Nella conviviale di giovedì 18 ottobre p.v. spetterà infatti al giovane regista illustrare ai soci del circolo presso il Ristorante “Le Betulle” dell’Hotel Regina Margherita dalle ore 20, la sua esperienza nel cinema. Il tema della serata “Storie di cinema del reale. Origine e collocazione del cinema documentario all’interno della storia del cinema, fino ad arrivare alle produzioni che coinvolgono il territorio polesano nella contemporaneità”. Alberto Gambato, classe 1978, ha conseguito il Diploma di regia cinematografica presso la scuola di Alta Formazione di Marco Bellocchio a Roma. Apparso sin da subito versatile e poliedrico, si è specializzato come autore, regista, direttore della fotografia, occupandosi soprattutto della creazione di cinema – documentario, sfatando il cliché del documentario come mero prodotto educativo e informativo. Il relatore ha anticipato: “Sarà una serata per parlare di cinema documentario, della sua origine e della sua collocazione all’interno della storia del cinema, sino ad arrivare alle produzioni che coinvolgono il territorio polesano nella contemporaneità, fase in cui sta subendo un tardivo, ma atteso affrancamento dalla dimensione didattica e divulgativa in cui per anni è stato relegato”. Durante la serata verranno proiettati alcuni spezzoni di documentari, tra cui “L’isola che c’era” ambientato a Scano Boa che racconta la genesi del cinema polesano nel delta del Po.

IL CORTOMETRAGGIO DEL REGISTA

 

Il cortometraggio di Alberto Gambato ha rappresentato in Italia un importante caso cinematografico, selezionato e proiettato in 33 festival, di cui 15 internazionali, ha ottenuto ben 5 prestigiosi riconoscimenti. Ha aggiunto l’ospite, ancora in riferimento al tema trattato “Il tutto per far conoscere ai presenti il rapporto tra cinema e documentario e come quest’ultimo costituisca l’erede autentico del neorealismo italiano, sottolineando infine il ruolo del Polesine nel cinema post-neorealista”.

 

 

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