Circolo Polesano degli Amici dell’Arte – Alla scoperta degli affreschi dei Palazzi storici della città

Nella conviviale d’arte del Circolo degli Amici dell’Arte, presieduto da Giorgio Lazzarini presso il ristorante “Le Betulle” – Hotel Regina Margherita è stato sviluppato il tema “Gli affreschi dei Palazzi storici di Rovigo”. Ospite della serata la giornalista e studiosa d’arte di origini rodigine Roberta Reali. L’esperta, laureata in lettere moderne – Dipartimento Storia e Critica delle Arti (Ca’ Foscari), ha al suo attivo numerose ricerche e pubblicazioni riferite soprattutto ad affreschi otto-novecenteschi in abitazioni del Polesine. È una profonda conoscitrice delle opere dei pittori Giovanni (1835 -1912) e Vittorio Biasin (1860 -1926), rispettivamente padre e figlio veneziani di origine, di cui ha pubblicato “I Taccuini”. Si tratta di una serie di bozzetti serviti ai due artisti come preparazione alla loro attività di pittori, svolta in edifici pubblici e privati.

La presentazione di Roberta Reali al circolo degli Amici dell’Arte è stata organizzata come una carrellata d’immagini del repertorio pittorico e ornamentale conservato nei palazzi e nelle abitazioni private della città di Rovigo, tratte dalla tesi di laurea della studiosa. La catalogazione si proponeva all’epoca di descrivere i cicli pittorici e le decorazioni parietali appartenenti al patrimonio culturale della città, in funzione di promuoverne la conoscenza e la salvaguardia

Rare sono le testimonianze a noi pervenute di epoca anteriore al XVIII secolo, tra le quali si trovano i fregi di Palazzo Roverella e Casalini a Porta sant’Agostino e quello di casa Rosetta Ferrara, nel centro cittadino, che risulta essere l’unico edificio con affreschi sulle facciate. La relativa stabilità politica della città di Rovigo, garantita fin dal XVI sec. dalla Pax veneta, rese possibile l’edificazione di importanti opere architettoniche e idrauliche; tuttavia dei cicli civili cinquecenteschi e secenteschi è rimasta solo qualche flebile traccia. Al volgere del XVIII sec. si verificò una diffusione della pittura monumentale a causa del relativo benessere portato dai nuovi ceti mercantili ed alla promozione della cultura scientifica dell’età dei lumi nella terraferma veneziana.


La borghesia imprenditoriale, infatti, si affermò dal punto di vista sociale e urbano con ampie ristrutturazioni e sfarzose decorazioni di interni e si verificò una vera e propria fioritura dello stile veneziano, importato dal tiepolesco Giovan Battista Canal, che affrescò con gamme delicate e luminose le dimore più prestigiose del tempo: le abitazioni degli ingegneri idraulici della Repubblica Milanovich e Medin e dei nobili Campo e Casalini; il monumentale palazzo Angeli, che detiene inoltre preziose decorazioni ottocentesche del padovano Vincenzo Gazzotto. Gli assistenti di Canal lavorarono anche autonomamente, così come in casa Rosada– Ubertone dove si trovano anche tre tempere ottocentesche, e ai pittori spesso si affiancarono abili stuccatori di scuola luganese. Rientrano nello stile tardo tiepolesco anche i lavori del rodigino Pietro Benatelli. Il veneziano Marino Urbani fu attivo a Villa Tracannella– Barbirolli, che si trova nell’area del cimitero, cui seguirono gli interventi del compatriota Giovanni Biasin e del mantovano Riccardo Cessi.
L’ascesa dei nuovi ceti sociali fu definitivamente consacrata dall’edificazione del monumentale palazzo di Cristoforo Camerini (1844) in via Celio, recentemente oggetto di una pubblicazione da parte dell’esperta rodigina, che sarà presentata all’Accademia dei Concordi il giorno 18 giugno alle ore 18.20. La misteriosa Cibele scolpita sulla facciata del Palazzo costituisce la chiave di lettura del ciclo pittorico delle storie di Enea realizzate dal muranese Sebastiano Santi in stile neoclassico, e dei dipinti romantici di gusto purista e preraffaellita di Giovanni Busato e Antonio Zona. Il declino della grande decorazione ad affresco, giunse nella seconda metà del secolo XIX, ma ebbe una nuova fioritura nel Novecento con lo stile Liberty. L’ultima carrellata d’immagini, quindi, ha affrontato i dipinti novecenteschi dei palazzi Nagliati, Manfredini, Rinaldi e villa Viola che conserva dipinti di Pio Pullini, e infine del Teatro Sociale, dove Giovanni Vianello fu affiancato da Giovanni e Vittorio Biasin e i loro aiuti, tra i quali “Napoli” Stocco, autore delle tempere di Palazzo Nagliati, oggi sede degli “Amici dell’arte”.
Ospite della serata il professor Luigi Costato, presidente della Fondazione della Banca del Monte di Rovigo, che ha raccontato la storia della sua abitazione, Palazzo Camerini (del 1884 – architetto Lorenzo Rossini), situato in via Celio, non solo dal punto di vista artistico, ma arricchita da una serie di ricordi e aneddoti legati al passato della città.