Conviviale di gennaio: NASCITA E SVILUPPO DELL’AVANGUARDIA FUTURISTA

La nascita e lo sviluppo del movimento di Avanguardia Futurista verrà presentato ai soci del Circolo degli Amici dell’Arte, nella conviviale di giovedì 19 gennaio ore 20, presso l’Hotel Villa Regina Margherita. La presidente Federica Panziera ha invitato in veste di relatrice l’esperta d’arte Sarah Lanzoni, guida e operatrice museale per la società Pop-Out Eventi di Rovigo per le mostre temporanee e permanenti presso la Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi, il Seminario Vescovile, Palazzo Roverella. La relatrice vanta una significativa carriera come guida di gallerie d’arte presso la Fondazione La Biennale di Venezia e a Milano si è occupata in veste di direttrice artistica e curatrice, di mostre di pittura, scultura, fotografia e di testi critici per i cataloghi degli eventi stessi. Tema della serata: “Il Futurismo: rivoluzione artistica e rottura dei canoni della tradizione”.

 

Forme uniche della continuità nello spazio è una celebre scultura dell’artista futurista Umberto Boccioni

Il termine Avanguardia, già utilizzato nel linguaggio militare, costituisce una corrente di pensiero che implose nel primo Novecento in tutti i settori e fu decisiva per l’avvento della modernità poiché vide scienza ed arte impegnate insieme, nella sfida di creare un nuovo alfabeto visivo, capace di portare nell’opera la materia mutevole e inafferrabile del progresso, a discapito di ogni ingombrante staticità accademica. Il nucleo di artisti fondatori, composto da Boccioni, Carrà, Russolo, Sant’Elia, Balla, Severini, influenzati dal poeta Tommaso Marinetti, emblema del Futurismo, si pose come obiettivo di rinnovare l’arte figurativa, poiché non era più immaginabile continuare a dar voce a tematiche lontane dalla realtà, spesso vincolate a soggetti religiosi e mitologici.

Giacomo Balla – Velocità d’automobile

Nel primo “Manifesto dei pittori futuristi” pubblicato ufficialmente nel 1910 si affermava che l’opera d’arte doveva inneggiare alla velocità, al movimento, colpire lo spettatore in modo aggressivo, violento, risvegliando in lui energia e vitalità. I miti del passato dovevano essere sostituiti da quelli del presente e del futuro, come l’elettricità, il treno, l’automobile, l’aeroplano, cioè il dinamismo in ogni sua forma. Si affermava una fiducia incondizionata nel progresso, nella tecnologia, nella capacità dell’uomo di dominare la natura e di determinare il corso della storia.
Per gli artisti tutto si muoveva, tutto correva e volgeva rapido: una figura non era mai stabile davanti all’osservatore, ma appariva e scompariva incessantemente. Per la persistenza delle immagini nella retina, gli oggetti in movimento si moltiplicavano, si deformavano, susseguendosi come vibrazioni nello spazio che percorrevano. Il fenomeno portava a riflettere che non poteva esserci dinamismo senza compenetrazione tra figura e sfondo che si genera dalla velocità, definendo una nuova concezione dello spazio e dei volumi.

Umberto Boccioni – La risata

 

Tra le opere iconiche del periodo vanno ricordate: U: Boccioni-La risata del 1911-La città che sale 1910/11-Nudo di spalle 1909, poi la scultura-Forme uniche della continuità nello spazio 1913. Di G. Balla-Dinamismo di un cane al guinzaglio-1912- Velocità d’automobile 1913/14. Di C. Carrà- I funerali dell’anarchico Galli 1910/11 e G. Severini-Ritratto di Madame S.1913.
Dopo il successo dei primi decenni, si considera che il fenomeno termini verso la fine degli anni venti, pur se la sua vera energia cominciò a perdersi con l’inizio della prima guerra mondiale.
Alla conviviale seguirà il 22 gennaio la visita guidata dei soci alle mostre a Padova a Palazzo Zabarella intitolate “Futurismo-La nascita dell’Avanguardia 1910/15” e di seguito a Palazzo del Monte di Pietà “L’occhio in gioco. Percezione, impressioni e illusioni nell’arte”.

Gino Severini – Cannone in azione (dettaglio)

Federica Panziera