La Conviviale d’Estate di domenica 25 giugno, che anticipa la pausa estiva per i soci del Circolo Polesano degli Amici dell’Arte presieduto da Federica Panziera, è stata caratterizzata da una uscita per visitare alcuni siti fra i più interessanti dal punto di vista artistico e culturale del nostro territorio, unitamente alla riscoperta di gusti e sapori della tradizione locale. Si è trattato di un vero e proprio excursus alla scoperta dell’identità locale polesana, esigenza largamente condivisa a vari livelli culturali poiché senza di essa non è possibile comprendere adeguatamente la realtà presente e programmare correttamente quella futura. Il turismo culturale non è alimentato solo dalla presenza di un grande circuito di città d’arte, ma anche di centri minori ricchissimi di opere e testimonianze del passato, che richiedono conoscenza, conservazione, restauro e valorizzazione, per favorire un nuovo sviluppo del territorio. In questa direzione si è collocata la visita per i soci, accompagnati dalla guida Emma Borgato, a Fratta Polesine alla casa museo di Giacomo Matteotti (1885/1924) coraggioso frattense che osò opporsi pubblicamente al regime fascista, pagando con la vita l’amore per la giustizia e la libertà. L’abitazione che ha origini nel XVIII secolo, caratterizzata da un parco antistante vincolato per il suo valore memoriale di paesaggio rurale, custodisce preziosi cimeli appartenenti alla famiglia.

E’ seguita la visita al Manegium, museo etnografico della tradizione locale, che raccoglie macchine, attrezzi, documenti, immagini e illustrazioni appartenenti ai suoi abitanti dall’unità d’ Italia alla grande alluvione del 1951, per salvaguardare e trasmettere la testimonianza di un passato che ci appartiene. La sosta alla locanda “Mulino al Pizzon” ha consentito ai visitatori di riscoprire gli antichi sapori della cucina polesana, sapientemente illustrati dai gestori Giuseppe Marangoni e Donatella Girotto.


E’ seguita una visita guidata all’Ecomuseo, esempio di molitoria e architettura agraria, funzionante ad acqua in una terra completamente piana, sfruttando il dislivello tra lo Scortico e il Canalbianco. La sosta successiva a Lendinara per ammirare l’imponente Palazzo Malmignati, realizzato nella prima metà del XVIII, secondo il progetto di Lorenzo Malmignati. I visitatori sono stati accolti dal proprietario Denis Travaglini e dalla guida e factotum Filippo Rossi che ha edotto in modo coinvolgente la storia del Palazzo e dei vari proprietari che si sono succeduti. La giornata si è conclusa al “Museo d’impresa. Il futuro della memoria” delle antiche distillerie Mantovani di Pincara, gestito da Anna e Paolo Mantovani, nipoti del fondatore Cesare, che hanno presentato un itinerario esplorativo e didattico sulla produzione di distillati e liquori. Il breve, ma significativo viaggio, ha costituito per tutti i presenti il riconoscimento della sua utilità finalizzata non solo alla conoscenza più incisiva del territorio , ma pure al riconoscimento di coraggiosi imprenditori, impegnati nella conservazione e sviluppo della nostra cultura.


Federica Panziera