La Conviviale. L’arte nella Russia rivoluzionaria

LA CONVIVIALE DEL CIRCOLO POLESANO DEGLI AMICI DELL’ARTE

Opera di V. Kandinskij precursore e fondatore della pittura astratta

L’ARTE NELLA RUSSIA RIVOLUZIONARIA

La celebrazione del centenario della rivoluzione russa (1917-1922), considerata uno degli eventi epocali del secolo scorso e le importanti ricadute che hanno permeato una straordinaria stagione nel mondo delle Arti sovietiche, costituiranno il tema della prossima conviviale del Circolo Polesano degli Amici dell’Arte, presieduto da Giorgio Lazzarini. Titolo della conferenza: “L’arte nella Russia rivoluzionaria. Cento anni dallo scoppio di una delle più celebri rivoluzioni e il cambiamento che i suoi flussi di pensiero ebbero sull’ispirazione degli artisti”. Nello sterminato Paese, a fine Ottocento e inizio Novecento, le questioni sociali, aggravate dalle difficoltà della Grande Guerra, avevano portato alla caduta dello zar Nicola II e all’instaurazione di un regime socialista, che dovette affrontare cinque anni di guerra civile, prima della definitiva affermazione. Il mondo delle Arti aveva accolto favorevolmente la rottura con il passato storico e aveva acceso un importante dibattito per la realizzazione di una nuova stagione della cultura russa. La corrente tradizionalista, che si rifaceva a Lev Tolstoj, fu scalzata da S. Pavlovič Djagilev, eclettico critico e impresario, che si batteva per un’arte innovativa e aperta all’Europa. Sotto la sua spinta, si sviluppò così in Russia una nuova forma espressiva, lontana dalle Accademie, ispirata alle esperienze francesi più moderne dagli Impressionisti ai Nabis, a Cézanne e alle Avanguardie europee.

A. KUPRIN – Natura morta con vassoio

L’affinità concettuale in chiave antiborghese con gli artisti europei, si concretizzò con l’avvento del CUBO FUTURISMO, corrente sempre meno legata alle forme e con il prevalere dell’astrattismo, sino al definitivo superamento del figurativo, per farsi portavoce di creazioni legate alla forma astratta e al colore. Si giunse così all’ASTRATTISMO, dove la figura geometrica divenne protagonista assoluta della tela. Le opere di artisti, quali Kandinskij, Malevič, Končalovskij, Larionov, Rozanova, Gončarova e altri, rivoluzionarono radicalmente la cultura e la scena internazionale dell’arte sovietica. Malevič aprì la strada al SUPREMATISMO, corrente in cui l’opera  astratta superava  quella figurativa e  emergeva un solo elemento costituito dal colore. La gloriosa stagione, che aveva mutato i canoni espressivi non solo delle arti figurative e applicate, ma aveva abbracciato e innovato ogni espressione culturale, venne fatalmente interrotta nel 1922 con l’ascesa al potere di Stalin, che instaurò nel Paese una rigida dittatura. In questo contesto ogni espressione divenne un semplice strumento di propaganda politica per la celebrazione degli ideali socialisti, decretando il COSTRUTTIVISMO DI STATO e il REALISMO SOCIALISTA.

Olga-Rozanova-BARBIERE

 

 

Malevic- STAZIONE

 

 

 

 

 

 

 

Ad approfondire l’affascinante percorso, fatto di continue intersezioni tra l’arte e la storia, spetterà ad  Alessia Castellani, del team culturale “La Forma del viaggio” di Padova, docente della materia, autrice di saggi e monografie, conferenziere e accompagnatrice di visite guidate a mostre e itinerari artistici. La conviviale di questo mese avrà luogo giovedì 15 p.v. alle ore 20 presso il Ristorante “Le Betulle”dell’Hotel Regina Margherita. Seguirà, a completamento del percorso illustrato, domenica 18 marzo, la visita guidata a Gorizia alla mostra “La Rivoluzione Russa. Da Djagilev all’Astrattismo”.

Per informazioni:

Giorgio Lazzarini 338 6976502

Carla Osti             335 5318103

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