Visita alla mostra sulla rivoluzione russa

VIAGGIO CULTURALE A GORIZIA E VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA SULLA RIVOLUZIONE RUSSA

 

Gli Amici dell’Arte a Gorizia

A completamento di un percorso storico ed artistico, nel centenario della Rivoluzione russa, già approfondito nella conviviale del 15 marzo, con una lectio magistralis della dott.ssa Alessia Castellani, invitata dal presidente Giorgio Lazzarini, è seguita una visita alla mostra a Gorizia. Titolo della esposizione:  ” L’arte da Djagilev all’Astrattismo 1898-1922” a cura di Silvia Burini e Giuseppe Barbieri. La città di Gorizia, confinante con la Slovenia, ha svelato ai visitatori rodigini i palazzi e le chiese dalle atmosfere barocche e ottocentesche, i parchi e le colline che disegnano un’ovattata cornice dal verde intenso. La mostra è allestita a palazzo Attems, che risale alla prima metà del Settecento e conserva stucchi e affreschi preziosi,  risalenti al patrimonio artistico locale. La rassegna è articolata in sei sezioni, ciascuna corrispondente ad un periodo che va dal 1898 al 1922, incrocia eventi storici e movimenti culturali ed espone oltre a preziosi quadri, poco visti nel nostro Paese, pure opere su carta, oggetti, fotografie e documenti. La guida ha spiegato che sotto la guida di Djagilev, impresario, creatore e regista di famosi balletti coreografici, è sorta un’arte moderna che guardava al rinnovamento del teatro e del mondo del design, come da oltre un decennio accadeva a Parigi e Londra. Dopo la caduta dello zar, nella giovane repubblica, l’alleanza tra gli  artisti delle Avanguardie russe e i partigiani della rivoluzione divenne un fatto naturale e l’obiettivo comune era rappresentato dalla radicale trasformazione del Paese. A palazzo Attems sono esposte opere che appaiono sempre meno legate alle forme, ma alla scomposizione degli elementi secondo uno stile cubo futurista, sino a giungere all’astrattismo. Sono presenti opere di Malevič, artista che aprì la strada al suprematismo, corrente in cui l’opera astratta supera quella figurativa, con la prevalenza del colore. Fanno bella mostra opere di pittrici, quali N. Gončarova, O. Rozanova, A. Ekster e altre ancora, poiché in quel periodo le donne artiste diedero un impulso significativo alla trasformazione dei canoni pittorici esistenti nel Paese. Opere di Kandinskji catturano lo sguardo dei visitatori per le pennellate armoniose in cui la forma perde la sua importanza per condurre l’occhio del visitatore a posarsi sulla armonia cromatica dei colori.

Huile sur toile (1925) de Vassily Kandinsky. Musée National d’Art Moderne, Paris, France. Donation Nina Kandinsky 1976. AM 1976-856

 

 

 

 

 

Olga-Rozanova-Barbiere-1915-1.jpg

Di seguito la guida ha illustrato opere di Larionov, Roždestvenskij, Larionov, Končalovskij, Majakovskij, Kudrjasev e altre ancora, ispirate ai canoni dei nuovi stili pittorici futuristi. Lo straordinario movimento delle Avanguardie russe, dopo la dittatura comunista leninista, fu bandito dal regime e fu sostituito dal costruttivismo, che sfocerà nel produttivismo, con finalità utilitaristiche. Va infine sottolineato, che il percorso espositivo della mostra è sostenuto da importanti installazioni multimediali, che rendono più comprensibili le dinamiche e le successioni degli eventi rivoluzionari nella storia e nell’arte.

La vecchia stazione di Gorizia
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