A conclusione delle attività culturali del primo semestre, i soci del Circolo rodigino degli Amici dell’Arte, hanno effettuato un’escursione in alcuni luoghi caratteristici del nostro territorio, sino al Delta del Po. La partecipazione del socio Lino Segantin, direttore della rivista “Ventaglio 90”, figura di riferimento locale, ha contribuito a condurre i partecipanti in un viaggio tra arte, natura e storia. Prima sosta nella frazione di Baricetta, dove una piccola chiesa custodisce un tesoro inatteso.

Tra le navate silenziose, si trovano due grandi teleri (cinque metri per tre e quaranta) attribuiti a Pietro Ricchi (1606/1675) pittore secentesco, detto “il lucchese” per le sue origini toscane. Le opere potenti in stile barocco, rappresentano “Cristo salva le anime dal limbo” e “Cena di Emmaus” dipinte con tratti vibranti, che emergono dal buio come visioni. Lino Segantin ha illustrato ai presenti che l’autore delle tele fu “scoperto” nei primi anni duemila dallo studioso Enrico Noè; una volta riconosciuto il loro valore, furono restaurate e intorno al 2018 furono reinstallate definitivamente nella chiesa.
Va ricordato, inoltre, che una preziosa tela di Pietro Ricchi intitolata “Glorificazione di Bartolomeo Querini” si trova all’interno della Rotonda e manifesta tutta la maestria del grande pittore lucchese. Di seguito ad Adria, per visitare il Museo Diocesano della Cattedrale, di recente inaugurato in seguito a un intervento di ristrutturazione, dove la dimensione religiosa si intreccia con la storia profonda del territorio.

La struttura è situata tra due edifici della cattedrale e il percorso espositivo si sviluppa in cinquecento metri quadrati, distribuiti in otto sezioni. Sono esposti documenti e codici storici, opere pittoriche e scultoree, arredi sacri, elementi architettonici della primitiva cattedrale, esperienze multimediali per approfondimenti immersivi, che testimoniano la lunga e stratificata spiritualità di queste terre d’acqua.


L’edificio stesso con la sua architettura essenziale, invita alla riflessione e al raccoglimento. Poi verso il mare: Porto Levante e lo scanno dei Cavallari, dove a est, il paesaggio si fa via via più liquido ed emerge una lingua sabbiosa sospesa tra mare e laguna, rifugio per gli uccelli migratori.

Si ode il fruscio del vento tra la vegetazione, il volo radente dei fenicotteri, la luce che muta ad ogni ora: tutto contribuisce ad un senso di sospensione quasi irreale. Sosta gastronomica d’obbligo al rifugio “Il Ghebo” nome che richiama i canali secondari del Delta, dove il gusto si fonde con il paesaggio, in un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Sulla via del ritorno, ultima tappa a Crespino.

I soci hanno visitato il Museo delle Acque, piccolo, ma prezioso, che racconta la storia idraulica del Delta: bonifiche, idrovore, vita contadina, un viaggio nella memoria collettiva di una comunità che ha imparato a convivere con l’acqua, dominandola, senza mai dimenticarne la forza. Infine non poteva mancare la visita alla Chiesa Arcipretale dei santi Martino e Severo, con la bella facciata in stile barocco romano, all’antica canonica e al suo museo, in piena attività, con giovani volontari che organizzano visite guidate. Il presidente del Circolo Giorgio Lazzarini ha commentato “Tra arte e natura maestosa, si è svelata una realtà fatta di dettagli, di silenzi, di luci, che ha riscosso interesse e partecipazione in tutti i presenti”. All’escursione hanno preso parte soci dell’Università Popolare di Rovigo e del Circolo Culturale Arti Decorative.
Federica Panziera
