Il Circolo Culturale Amici dell’Arte presenterà giovedì 19 marzo ore 20 al ristorante Cristallo, la conviviale dal titolo “Federico Zandomeneghi e Edgard Degas, una storia di Arte e di Amicizia”. Relatrice della serata, come di consueto per le mostre del Roverella, sarà l’esperta d’arte Irene Gianello, invitata dal presidente Giorgio Lazzarini.

Ha anticipato Gianello che il percorso espositivo rodigino svela per la prima volta una lunga amicizia artistica e umana tra due grandi personalità dell’Ottocento attraverso la narrazione di scambi, influenze e visioni condivise. E’ la storia dell’artista veneziano Zandò che, partito dall’ Italia dei macchiaioli, trova a Parigi una nuova dimensione, entrando in contatto diretto con il gruppo impressionista e legando principalmente il suo nome a quello di Degas, da cui assimila la modernità visiva, l’inquadratura audace, la gestualità sospesa, rielaborandola secondo una sensibilità personale veneziana.

Di rimando il pittore francese, dopo aver compiuto un’importante esperienza fiorentina, con intensi trascorsi nel Caffè Michelangelo, dove si era confrontato con i giovani pittori toscani, affina il proprio linguaggio e pone al centro delle sue opere un realismo puro e attento alla vita contemporanea. Zandomeneghi giunto nella capitale francese nel 1874, l’anno della prima mostra impressionista, frequenta importanti artisti, espone con loro, ma non rinnega inizialmente le proprie radici: nella sua pittura restano la costruzione solida del disegno italiano e quella sensibilità per la luce che aveva respirato a Firenze. La sua conversione all’impressionismo avviene più tardi, dopo un percorso autonomo caratterizzato da un nuovo equilibrio narrativo.


Accanto a lui ritroviamo ancora Degas, con cui avviene un affascinante terreno di confronto, come nel tema famoso delle danzatrici. Degas fa della ballerina il cuore della ricerca: ne studia i movimenti, l’affaticamento del corpo, scompone lo spazio, taglia l’inquadratura come un fotografo, coglie l’istante con una sensibilità quasi cinematografica. Zandò, invece, pur avvicinandosi allo stesso soggetto, non si concentra sul movimento, ma sull’atmosfera intima e mondana. Il dialogo tra i due non è imitazione, ma scambio e nelle opere accostate nella mostra cittadina, si possono leggere rimandi, consonanze, differenze, in un confronto diretto che raramente è stato così evidente e ben costruito.
La curatela di Francesca Dini punta su un allestimento elegante e arioso, capace di valorizzare la qualità delle opere e di accompagnare il visitatore in un racconto fluido, mai didascalico.
Alla conviviale seguirà sabato 11 aprile alle ore 18 la visita alla mostra dei soci e simpatizzanti del circolo.
Federica Panziera