San Francesco: l’influenza della rivoluzione spirituale del Santo di Assisi sull’immaginario iconografico dell’arte occidentale

A ottocento anni dalla morte di San Francesco di Assisi, la sua memoria continua a esercitare una straordinaria influenza nel mondo occidentale. Per questa ragione il Circolo Polesano Amici dell’Arte, su iniziativa del presidente Giorgio Lazzarini, nella Conviviale del mese di aprile ha ospitato l’esperta d’arte e guida museale Sarah Lanzoni che ha tenuto un intervento sulla figura dell’uomo che affascinò e continua ad affascinare artisti di tutto il mondo raccontandone la figura nella pittura, nella poesia, nella musica e nei tempi moderni con la cinematografia.

La relatrice della serata Dr.ssa Sarah Lanzoni

Il titolo: “San Francesco: l’influenza della rivoluzione spirituale del Santo di Assisi sull’immaginario iconografico dell’arte occidentale”. Lanzoni ha spiegato che Egli ha operato una rivoluzione spirituale, caratterizzata da un cambiamento radicale del modo di vivere e percepire il cristianesimo. In un’epoca in cui la religione era spesso legata al potere, ha spostato il centro della fede dalla dottrina alla vita vissuta.
Questa visione ha avuto un enorme impatto anche nell’arte e gli artisti iniziarono a rappresentare scene più realistiche, vicine alla vita quotidiana, con un’attenzione nuova all’umanità di Cristo e dei Santi.
A cominciare dalla Basilica Maggiore di Assisi, al cui interno è conservato uno dei cicli pittorici più celebri del Medioevo: la storia della vita di San Francesco, attribuita a Giotto e alla sua bottega, in cui emerge uno stile innovativo rappresentato dal volume dei corpi, con forte espressione delle emozioni e il superamento di figure piatte, come avveniva nella tradizione bizantina.

La Basilica Maggiore di Assisi

Accanto al ciclo giottesco, altri artisti contribuirono alla definizione dell’iconografia francescana, tra questi spicca Cimabue, autore di importanti affreschi, presenti nella stessa basilica, che mettono in luce un nuovo modello di santità, più vicino all’esperienza umana e una nuova intensità spirituale.

San Francesco – Cimabue

L’umanizzazione della santità di San Francesco è presente pure nei capolavori di Simone Martini artista senese del Trecento, esaltata dall’eleganza delle linee e dai colori luminosi. Prosegue nei secoli successivi con Gentile da Fabriano, pittore del tardo gotico internazionale, che dipinge opere eleganti, ricche di oro e molto decorative. Anche El Greco, uno dei pittori più originali del manierismo, dipinse molte immagini del Santo, trasformandolo in una figura profondamente mistica e tormentata.
Ha continuato l’esperta: le trasformazioni stilistiche avvicendate nel tempo hanno mutato il modo di rappresentare la vita di Francesco, che con le parole e l’esempio ha messo a nudo le contraddizioni di una Chiesa e di una società che spesso apparivano lontane dal messaggio che professavano.

L’estasi di San Francesco d’Assisi – El Greco

A tutt’oggi, lontano da ogni semplificazione agiografica, il Santo conserva una straordinaria modernità, non rappresenta un’icona rassicurante di pace e mitezza, ma appare un uomo complesso, radicale, attraversato da profonde contraddizioni, capace di mettere in crisi il suo tempo e, forse ancora di più, il nostro.

Federica Panziera