Il teatro classico, custode di una tradizione artistica e culturale senza tempo, sta vivendo una fase di rinnovamento, grazie all’impiego di nuove tecnologie. L’adozione di strumenti digitali, di piattaforme on line, di scenografie arricchite da proiezioni immersive, sta trasformando l’esperienza teatrale in qualcosa di sempre più dinamico e accessibile. Il dialogo tra innovazione e tradizione, non solo allarga la platea, ma permette anche di reinterpretare i grandi classici alla luce delle esigenze e dei linguaggi contemporanei. Un esempio significativo di attualizzazione è rappresentato dall’artista rodigina Letizia E. M. Piva, direttrice di Minimiteatri, che ha saputo unire il repertorio tradizionale a un utilizzo sapiente delle tecnologie moderne, creando un nuovo modo di vivere il teatro stesso.


L’artista poliedrica sarà la relatrice della conviviale del Circolo degli Amici dell’Arte, di giovedì 20 febbraio ore 20 all’ Hotel Cristallo, invitata dal presidente Giorgio Lazzarini. Piva ha dato impulso all’Associazione Minimiteatri, che dirige dal 2015, succeduta a Gabbris Ferrari, per la progettazione di offerte culturali all’avanguardia; tra i suoi progetti di punta vi è la rassegna “Donne da palcoscenico”, format teatrale dedicato a singolari personalità femminili, che le ha valso riconoscimenti prestigiosi in Italia e all’estero.Di recente ha presentato con successo al ridotto del Teatro sociale cittadino, il reading teatrale: “Cristina Roccati. La scienza delle Donne nel Settecento degli Uomini”, scritto e diretto dall’artista stessa, che rappresenta in chiave moderna un omaggio alla vita e alle conquiste della scienziata rodigina, mettendo in luce non solo i suoi successi accademici, ma pure le sfide personali e sociali affrontate in un’epoca dominata dagli uomini.

Il messaggio che ha inteso trasmettere, vuol far capire agli spettatori che la studiosa non è stata solo una importante scienziata del passato, ma rappresenta un simbolo per chiunque osi immaginare un futuro diverso, sfidando i limiti imposti dalla società. La drammaturga ha, inoltre, rielaborato con successo una rappresentazione cinquecentesca dello scrittore rodigino Gigio Artemio Giancarli, intitolata “La Zingana”, figura femminile che incarna saggezza popolare e astuzia e rappresenta un progetto pionieristico che fonde teatro, tradizioni e tecnologie digitali, permettendo agli spettatori di accedere a contenuti multimediali aggiuntivi con approfondimenti dell’opera.

La recente pubblicazione del volume intitolato “Gigio Artemio Giancarli: un Rodigino nel’ 500. Una rilettura della Zingana tra il Teatro, la Scena e le Arti”, rappresenta per Letizia E. M. Piva un progetto pionieristico, con l’integrazione di QR Code all’interno del testo e scansionando i codici si può accedere a materiali supplementari, che arricchiscono la lettura e offrono una funzione interattiva, in un connubio tra tecnologia e tradizione.

Federica Panziera