“L’Arte comunica l’Arte”: nuovi linguaggi e nuove tecniche per raccontarla

AMICI DELL’ARTE

LA CONVIVIALE

L’innovazione e l’originalità dei linguaggi cinematografici saranno oggetto della prossima conviviale del Circolo Amici dell’Arte, presidente Giorgio Lazzarini, che si terrà giovedì 17 aprile ore 20 al ristorante Cristallo. Relatori i rodigini Alberto Gambato digital filmmaker e l’artista poliedrica Camilla Ferrari, che illustreranno ai soci come “L’ Arte comunica l’Arte”: nuovi linguaggi e nuove tecniche per raccontarla.

Il regista rodigino Alberto Gambato

Alberto Gambato, diplomato in regia cinematografica presso la Scuola di Alta Formazione “Fare Cinema” di Marco Bellocchio si distingue per l’uso innovativo di tecniche cinematografiche e per la capacità di fondere, tradizione e modernità. Camilla Ferrari è una regista e artista, la cui formazione versatile le consente di esplorare e far conoscere sempre nuove modalità espressive.

Camilla Ferrari, artista poliedrica e regista

Il loro sodalizio artistico è caratterizzato dalla ideazione di linguaggi cinematografici che uniscono immagini, memorie, racconti in un unicum innovativo, realizzando opere che vanno oltre la semplice narrazione, fondendo così diversi medium come il suono, la creazione visiva, il montaggio e la regia, per creare esperienze immersive e pluridisciplinari. Alberto e Camilla compongono videoclip, cortometraggi arricchiti da sequenze animate, con l’integrazione di interventi di esperti all’interno dei filmati. Tali modalità non solo valorizzano la tecnica cinematografica, ma aprono nuove possibilità espressive, dove il confine tra realtà e finzione si fa sempre più sottile e tracciano nuove rotte per l’arte del futuro.

Altra foto di Camilla

Nel corso della serata, attraverso il progetto “Diari di scavo” da loro recentemente ideato, presenteranno i propri metodi di lavoro nella produzione di alcuni racconti audiovisivi riguardanti enti storici e culturali del Polesine, tra prospettive di studio ed esigenze scientifiche, recupero di una dimensione artigianale, ri-mediazione di materiali di archivio e necessità narrative di coinvolgimento dello spettatore. Il cortometraggio porterà alla luce le scoperte e le principali vicende archeologiche del Polesine, dagli ultimi decenni del Novecento, sino alle indagini più recenti e aggiornate, con il coinvolgimento di archeologi, ricercatori esperti e testimoni diretti, valorizzando le personalità  che hanno contribuito a costituire l’identità del territorio attraverso il recupero di riproduzioni di archeologia sperimentale, documenti d’archivio, rassegna stampa storica, fotografie d’epoca, cartografia antica e carte topografiche moderne , che a loro volta contribuiscono a comporre e alimentare il patrimonio culturale  del  Museo dei Grandi Fiumi. A margine dell’incontro, nel decennale della sua scomparsa, verrà condiviso un ricordo di Gabbris Ferrari, che fu   l’ideatore di gran parte degli attuali allestimenti del museo.

 

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