PRESENTAZIONE DI PALAZZO NAGLIATI

Nonostante le accurate ricerche, non si trovano notizie precise risalenti all’epoca di costruzione del Palazzetto, né dei proprietari che si sono avvicendati negli anni. Sembra che l’edificio risulti esistente già dal 1700 e da un documento (reperito all’ Archivio di Stato) datato 1830, si viene a conoscenza di un Progetto di richiesta di variazione dell’immobile per una ristrutturazione.
Sappiamo che negli anni 50 (del secolo scorso) divenne proprietà della famiglia Nagliati e dal 1994 (D.M.19-01-1994 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 06-04-1994) è diventato proprietà dell’Accademia dei Concordi.

La sala, ora sede del Circolo degli Amici dell’Arte, risulta essere l’unica dell’edificio interamente dipinta con pregevoli affreschi. Si può vedere un richiamo allo stile liberty, caratterizzato da una accentuata eleganza decorativa, con linee dolci e sinuose del mondo vegetale, combinate a elementi di fantasia.
Gli affreschi si ispirano alla natura, specialmente al mondo floreale e con molta libertà di applicazione.


Il soffitto è caratterizzato da una trabeazione, che lo suddivide in tre parti: nella parte centrale sono presenti due fondi ovali su di un paesaggio marino. Nel primo è raffigurato un amorino con un delfino che suona una conchiglia e nel secondo appare lo stesso amorino, visto di spalle. Entrambi gli ovali sono impreziositi da intrecci di nastri e di fiori con funzioni decorative, in stretto richiamo allo stile liberty.
Ai lati osserviamo quattro figure uguali di amorini, con una fascia azzurra che cinge loro la vita, in atteggiamento giocoso, con le braccia sollevate a trattenere fili che provengono da un’apertura luminosa e tenue alle spalle.
La parete, di fronte alla porta di ingresso è caratterizzata da un portale in finto marmo, con mascherone in chiave di volta e sotto si apre un paesaggio agreste, in cui due graziose figure di cervi incarnano una visione vitalistica del mondo. Anche queste immagini appaiono legate ai temi dello stile in voga tra fine ottocento ed inizio novecento.

Gli affreschi pare che si possano attribuire ad un decoratore di nome Napoli Stocco, che faceva parte di maestranze che ad inizio del secolo scorso affrescarono alcuni edifici pubblici e privati della nostra città.
(Alcuni altorilievi di un certo interesse artistico, risalenti all ’attività artistica di Stocco, si possono ancora ammirare all’esterno di alcune abitazioni in via Corridoni). Napoli Stocco era al servizio dei famosi pittori e decoratori Giovanni e Vittorio Biasin, di origine veneziana, che lavorarono per molti anni a Rovigo, partecipando anche alla vita politica della città. I Biasin raccolsero in “Taccuini” i loro schizzi di decorazioni, ornamenti e ritratti di varie città nel periodo che va dal 1873 al 1892. I “Taccuini” furono regalati da Vittorio Biasin al suo aiuto decoratore Napoli Stocco, che poi sono stati tramandati alla famiglia Stocco, che a sua volta li concesse in deposito all’Accademia dei Concordi.
Nella parete rivolta su piazza Garibaldi, ammiriamo un camino in marmo con un aspetto di scultura e di architettura ben inserito nello spazio che caratterizza l’ambiente, tanto da venire comunemente definito “la stanza del caminetto”.


Federica Panziera
