Appuntamento con la grande arte a Palazzo Roverella per l’inaugurazione della mostra (25 febbraio-25 giugno) dedicata a “Pierre Auguste Renoir: l’alba di un nuovo classicismo” con la curatela di Paolo Bolpagni. L’esposizione focalizza il periodo post-impressionista dell’artista, allorché nel 1881 intraprese un viaggio in Italia che rivoluzionò la sua successiva produzione creativa. I soci del Circolo Polesano Amici dell’Arte, nella conviviale di giovedì 16 marzo ore 20, presso il Ristorante Villa Regina Margherita, incontreranno Ia socia Irene Gianello critica e articolista, che li guiderà a svelare con una conferenza dal titolo: “Pierre Auguste Renoir dall’Impressionismo al Neo-Classicismo”, il clima culturale per fruire della mostra.

Ha commentato la presidente Federica Panziera “La relatrice non si limiterà ad una mera esposizione critica delle opere esposte nel polo museale, ma intende far conoscere l’artista contestualizzandolo nel periodo storico e sociale in cui è vissuto, elemento essenziale per scavare a fondo e portare in superficie l’uomo ancor prima dell’artista”.

Gianello ha anticipato “Si possono distinguere due fasi nella maturazione pittorica di Renoir, che dopo aver rifiutato la mortificante disciplina accademica e chiusa degli atelier, scelse un approccio artistico en plein air, dando origine alla cosiddetta fase impressionista”.


“Le opere di questo periodo sono caratterizzate dalla luminosità del paesaggio, reso con pennellate leggere e vaporose, che catturano la luce del sole e i contorni indistinti che sfaldano le ombre, pur dando unità alla composizione, che incontrarono l’approvazione di esperti e di critici nel settore”.
Preso tuttavia da una profonda inquietudine creativa, nel 1881 compì un Grand Tour artistico in Italia con sosta nelle principali città d’arte: Venezia, dove fu stregato dall’arte di Carpaccio e Tiepolo e dal fascino della laguna. Seguirono Padova e Firenze, poi Roma, dove rimase colpito dalla suadente violenza della luce mediterranea. Nella città eterna esplose in lui l’ammirazione per l’arte degli antichi maestri e soprattutto Raffaello Sanzio. Pure i paesaggi del sud lo affascinarono per gli incanti cromatici e i segni rimasti della cultura greca.

Tornato a Parigi Renoir rivoluzionò il suo stile pittorico. L’Impressionismo aveva ormai esaurito il suo impulso creativo e le nuove tendenze artistiche lo portarono verso il Post Impressionismo da un lato e il Simbolismo dall’altro. Il disegno appariva nitido, con attenzione alle volumetrie e alla monumentalità della figura, nel segno di una sintesi che esprimeva una particolare forma di Classicismo, senza abbandonare la sua produzione stilista. A spiccare è la modernità che caratterizzò la fase creativa, destinata a divenire un esempio per le generazioni di artisti più giovani degli anni Venti e Trenta del Novecento: Armando Spadini, Giorgio De Chirico, Filippo de Pisis, Carlo Carrà, Enrico Paolucci, Marino Marini e altri ancora che potremo vedere in mostra. Alla conviviale seguirà domenica 19 marzo la visita guidata dei soci alla mostra di Palazzo Roverella.
Federica Panziera