OMAGGIO A GABBRIS FERRARI
Nella recente conviviale del Circolo Polesano degli Amici dell’Arte, alla presenza della moglie sig.ra Meri Veronese, si è celebrato Gabbris Ferrari, pittore, scenografo, regista e costumista, per ricordare non solo l’artista dallo stile inconfondibile, ma soprattutto l’uomo dalla poliedrica personalità.
Presso l’Hotel Cristallo, i numerosi soci e simpatizzanti hanno ricordato il socio e l’amico che ha costituito per anni una presenza assidua al Circolo e ha illustrato importanti temi legati all’arte. Nel corso della serata, Adriano Buoso già Presidente della Fondazione della Banca del Monte e Giorgio Lazzarini, attuale Segretario, hanno sottolineato la stretta collaborazione della Fondazione con l’artista, che ha portato ,tra l’altro, alla pubblicazione del libro “L’abate degli illusi. Sulle strade di Eugenio Ferdinando Palmieri”(anno 2008).Di seguito alla retrospettiva dedicata al pittore rodigino Edoardo Chendi (anno 2009)di cui Gabbris ha curato l’allestimento e la presentazione.
Anna Maria Andreotti, Vice presidente del Circolo d’Arte, ha introdotto il prof. Sergio Garbato, noto giornalista, scrittore, storico rodigino che ha collaborato per molti anni con l’artista scomparso. L’esperto ha rievocato episodi della vita, aspetti del carattere, virtuosità artistiche, sottolineandone le doti umane, catturando l’attenzione dei presenti e coinvolgendoli emotivamente. Ha ricordato che durante la stesura del volume “Di passaggio”.Tracce di viaggiatori in Polesine da Dante a Herbart”(anno 2013), in cui lo stesso Garbato si occupava della parte letteraria e Gabbris Ferrari di quella illustrata, quest’ultimo disegnava in modo divertito, con rapidità e freschezza, senza mai leggere, ma solo ascoltando i racconti dell’amico sul tema sviluppato.
Ha proseguito il relatore, ricordando che Gabbris fu un uomo dalla poliedrica personalità che, pur spinto a compiere varie esperienze culturali ed artistiche oltre i confini locali, è rimasto fortemente legato alla sua terra d’origine, sia nel ruolo di amministratore politico (durante il mandato del Sindaco Fabio Baratella), che di promotore di iniziative e progetti culturali (è stato ideatore e Direttore del Museo dei Grandi Fiumi e del laboratorio scenografico del Teatro Sociale). La pittura ha rappresentato per lui una passione molto precoce e le esperienze più lontane risalgono ai primi anni cinquanta, nello studio del pittore rodigino Angelo Prudenziato, che gli ha insegnato i rudimenti della pittura dal vero e l’uso delle tecniche grafiche. Quegli anni sono stati determinanti per la formazione di Gabbris e hanno segnato profondamente le sue future scelte anche in ambiti diversi dalla pittura.
Successivamente si è accostato al teatro in maniera sempre più ampia e assidua, sino a farlo divenire la sua attività principale, che si è risolta con la cattedra di scenografia all’Accademia di Urbino, della quale sarebbe divenuto Direttore, per poi passare a Bologna e a Venezia.Come scenografo, costumista e regista aveva trovato nel tempo uno stile originalissimo giocoso e lieve, con gusto per le macchine sceniche e costumi di grande eleganza, ottenendo apprezzamenti nei teatri in Italia e all’estero. Durante questo lungo periodo di attività, anche se in modo più appartato rispetto al teatro, l’artista non ha mai trascurato la pittura, ma ha sempre cercato di armonizzare pittura e teatro, in una ricerca organica di stile, attraverso opere di imponente formato, in cui riapparivano, sia pure simbolicamente, momenti importanti della sua vita, confermando così la sua grande capacità di comunicazione.
OMAGGIO A GABBRIS FERRARI
Nella recente conviviale del Circolo Polesano degli Amici dell’Arte, alla presenza della moglie sig.ra Meri Veronese, si è celebrato Gabbris Ferrari, pittore, scenografo, regista e costumista, per ricordare non solo l’artista dallo stile inconfondibile, ma soprattutto l’uomo dalla poliedrica personalità.
Presso l’Hotel Cristallo, i numerosi soci e simpatizzanti hanno ricordato il socio e l’amico che ha costituito per anni una presenza assidua al Circolo e ha illustrato importanti temi legati all’arte. Nel corso della serata, Adriano Buoso già Presidente della Fondazione della Banca del Monte e Giorgio Lazzarini, attuale Segretario, hanno sottolineato la stretta collaborazione della Fondazione con l’artista, che ha portato ,tra l’altro, alla pubblicazione del libro “L’abate degli illusi. Sulle strade di Eugenio Ferdinando Palmieri”(anno 2008).Di seguito alla retrospettiva dedicata al pittore rodigino Edoardo Chendi (anno 2009)di cui Gabbris ha curato l’allestimento e la presentazione.
Anna Maria Andreotti, Vice presidente del Circolo d’Arte, ha introdotto il prof. Sergio Garbato, noto giornalista, scrittore, storico rodigino che ha collaborato per molti anni con l’artista scomparso. L’esperto ha rievocato episodi della vita, aspetti del carattere, virtuosità artistiche, sottolineandone le doti umane, catturando l’attenzione dei presenti e coinvolgendoli emotivamente. Ha ricordato che durante la stesura del volume “Di passaggio”.Tracce di viaggiatori in Polesine da Dante a Herbart”(anno 2013), in cui lo stesso Garbato si occupava della parte letteraria e Gabbris Ferrari di quella illustrata, quest’ultimo disegnava in modo divertito, con rapidità e freschezza, senza mai leggere, ma solo ascoltando i racconti dell’amico sul tema sviluppato.
Ha proseguito il relatore, ricordando che Gabbris fu un uomo dalla poliedrica personalità che, pur spinto a compiere varie esperienze culturali ed artistiche oltre i confini locali, è rimasto fortemente legato alla sua terra d’origine, sia nel ruolo di amministratore politico (durante il mandato del Sindaco Fabio Baratella), che di promotore di iniziative e progetti culturali (è stato ideatore e Direttore del Museo dei Grandi Fiumi e del laboratorio scenografico del Teatro Sociale). La pittura ha rappresentato per lui una passione molto precoce e le esperienze più lontane risalgono ai primi anni cinquanta, nello studio del pittore rodigino Angelo Prudenziato, che gli ha insegnato i rudimenti della pittura dal vero e l’uso delle tecniche grafiche. Quegli anni sono stati determinanti per la formazione di Gabbris e hanno segnato profondamente le sue future scelte anche in ambiti diversi dalla pittura.
Successivamente si è accostato al teatro in maniera sempre più ampia e assidua, sino a farlo divenire la sua attività principale, che si è risolta con la cattedra di scenografia all’Accademia di Urbino, della quale sarebbe divenuto Direttore, per poi passare a Bologna e a Venezia.Come scenografo, costumista e regista aveva trovato nel tempo uno stile originalissimo giocoso e lieve, con gusto per le macchine sceniche e costumi di grande eleganza, ottenendo apprezzamenti nei teatri in Italia e all’estero. Durante questo lungo periodo di attività, anche se in modo più appartato rispetto al teatro, l’artista non ha mai trascurato la pittura, ma ha sempre cercato di armonizzare pittura e teatro, in una ricerca organica di stile, attraverso opere di imponente formato, in cui riapparivano, sia pure simbolicamente, momenti importanti della sua vita, confermando così la sua grande capacità di comunicazione.
Proprio per ricordare la personalità artistica di Gabbris Ferrari, la Fondazione Banca del Monte di Rovigo, in collaborazione con diversi enti, ha organizzato una mostra a Palazzo Roverella, intitolata “Gabbris. Un’avventura artistica e umana” curata dallo stesso Sergio Garbato, con l’intento di presentare uno spaccato della sua moderna e compiuta attività artistica, supportata dalla stampa di un catalogo che raccoglie immagini delle opere esposte e riproduzioni di altri lavori. L’inaugurazione è prevista sabato 29 aprile.
Tale evento rientra nella manifestazione “Maggio Rodigino” che vede riunite in un unico cartellone importanti proposte culturali organizzate da varie istituzioni, tra cui l’Ensamble del Conservatorio “F. Venezze” che mette in programma sabato 13 maggio alle ore 18, in Accademia dei Concordi, il concerto musicale “Variazione sul nome Gabbris”, composizione di Franco Piva, che è stato collaboratore per decenni del maestro Ferrari.
Proprio per ricordare la personalità artistica di Gabbris Ferrari, la Fondazione Banca del Monte di Rovigo, in collaborazione con diversi enti, ha organizzato una mostra a Palazzo Roverella, intitolata “Gabbris. Un’avventura artistica e umana” curata dallo stesso Sergio Garbato, con l’intento di presentare uno spaccato della sua moderna e compiuta attività artistica, supportata dalla stampa di un catalogo che raccoglie immagini delle opere esposte e riproduzioni di altri lavori. L’inaugurazione è prevista sabato 29 aprile.
Tale evento rientra nella manifestazione “Maggio Rodigino” che vede riunite in un unico cartellone importanti proposte culturali organizzate da varie istituzioni, tra cui l’Ensamble del Conservatorio “F. Venezze” che mette in programma sabato 13 maggio alle ore 18, in Accademia dei Concordi, il concerto musicale “Variazione sul nome Gabbris”, composizione di Franco Piva, che è stato collaboratore per decenni del maestro Ferrari.
Va, infine ricordato che, la vedova sig.ra Meri Veronese ha donato le tele dell’artista alla Fondazione della Banca del Monte, quasi a suggellare un patto di amicizia postumo e destinato a durare nel tempo