Sarà L’ “Art Brut, l’arte degli outsider. Una pratica artistica autentica e libera” a inaugurare l’anno sociale degli Amici dell’Arte, giovedì 16 gennaio 2025 ore 20,00 al Ristorante Cristallo.
Dopo il rito della campanella, che sancisce il passaggio di testimone tra il past president Federica Panziera e il nuovo eletto Giorgio Lazzarini, nel segno della continuità e del rinnovamento, spetterà alla Dott.ssa Sarah Lanzoni condurre la serata. La relatrice, curatrice di mostre e di testi critici di arte contemporanea, guida museale, conferenziera, illustrerà un interessante movimento che ha caratterizzato l’arte del secondo dopoguerra: l’Art Brut. Rappresenta un’estrema propaggine delle Avanguardie, un universo creativo che sfida le convenzioni artistiche, rifiuta i codici tradizionali e si immerge nei territori dell’istintivo e del puro. La denominazione tradotta letteralmente significa “arte grezza” o “arte primitiva”, fu coniata negli anni 40 del novecento dal pittore e scultore francese Jean Dubuffet (1901-1985) e rappresenta una corrente che nasce come reazione all’arte istituzionalizzata e alle convenzioni accademiche.


In un mondo sempre più omologato rimane un faro di libertà creativa, un promemoria del potere dell’immaginazione quando è libera da ogni vincolo. I suoi esponenti vivono ai margini della società, lontani dal mondo artistico convenzionale: sono pazienti psichiatrici, carcerati, autodidatti, spesso con problematiche psichiche e psicologiche, non contaminati da logiche commerciali o da norme estetiche precostituite, ma ispirati dalla necessità interiore, piuttosto che dal desiderio di ottenere riconoscimenti.
Utilizzano materiali fuori dagli schemi, come carta strappata, sabbia, catrame, ghiaia, oggetti di recupero vari, su cui disegnano linee primitive, con l’utilizzo di colori audaci, producendo opere di forte carica emotiva e di significato simbolico.
L’ Art Brut, per merito del suo fondatore, si è estesa anche al di fuori della Francia, coinvolgendo artisti di tutto il mondo, ascrivibili agli outsider, che con la loro arte spontanea hanno impresso un segno tangibile, trasformando il disagio interiore in significative creazioni artistiche. A Losanna (Svizzera), alla fine degli anni settanta, Dubuffet fondò una sede permanente, dando vita alla collezione mondiale dell’arte degli outsider.
I soci del Circolo, a breve, si recheranno a Milano al museo Mudec a visitare la mostra dedicata, con le opere dei principali artisti appartenenti al movimento.

Federica Panziera